FILM RECENSIONI

THE GREEN BOOK

6 Marzo 2019

Negli ultimi anni, uscendo da una sala, poche volte ho provato e percepito un’emozione profonda e unanime nella platea, vedendo un film. In passato è successo con “Quasi Amici” e “The Artist”, ieri con “The Green Book”, proiettato in anteprima alla 13^ edizione del Roma Film Festival e di prossima uscita negli Stati Uniti il 21 novembre.

green book
foto dal trailer ufficiale

Lui, un Viggo Mortensen con venti chili in più presi per il ruolo in una delle sue migliori performance sul set, interpreta un buttafuori italo americano, Tony Vallelonga, detto Tony Lip, perché sin da piccolo era riconosciuto quale fine cantaballe che, grazie alle sue furberie, arriva sempre ad ottenere ciò che vuole. Cresciuto a pane e vita del Bronx riesce, grazie a questa sua fama di “quello che sa sempre cosa fare”, ad essere assunto dall’altro protagonista, Mahershala Ali nel ruolo del Doctor Shirley virtuoso pianista dalla pelle nera, che lo ingaggia come autista per la tournee di concerti del suo trio, nella regione sud-orientale degli States. Ne scaturirà un viaggio on the road, seguendo quel Green Book che dà il titolo al film e che altro non era se non la guida ai posti accessibili alla black people senza spiacevoli incidenti di percorso, ma anche una strada che porta al cuore dei personaggi e dell’America anni ‘60, ancora alle prese con una forte discriminazione razziale. La premessa lascia intuire la trama, il resto lo fanno la magnifica interpretazione di Ali, già premio Oscar per Moonlight, e la esperta bravura, a partire dalla colorita gestualità, del pluricandidato alla statuetta Mortensen. Il film è pregevole perché si colloca a metà strada tra la verità che può raccontare un documentario e il coinvolgimento emotivo che scaturisce da e per i personaggi. Firmato alla regia da Peter Farrelly (Tutti pazzi per Mary) e tratto da una storia vera, il film non cade mai nella retorica e neppure nel vittimismo, grazie alla prova d’attore di entrambi i protagonisti e al taglio ironico e realistico che analizza in profondità non solo i difetti della società americana razzista, ma anche quelli interiori dei due personaggi. Nel film c’è tutto. Il momento in cui ridere, in cui commuoversi, in cui riuscire ad anticipare gli eventi, felici per averli azzeccati come speravi che andassero. Duro, ma delicato, imprime dello spettatore soprattutto la bellezza dell’amicizia tra i due uomini, che a tratti si tinge perfino di tenerezza. Profondamente diversi grazie a questa distanza da colmare, comprendono e correggono i loro errori.

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C’è critica e autocritica ed è questo che coinvolge straordinariamente il pubblico. Ci s’immedesima nelle ingiustizie subite dal Doc Shirley, uomo di colore emancipatosi prima della sua società non ancora completamente redenta dalla famiglia Kennedy, e nella rude semplicità di pensiero e azione di Tony, che si rivelerà molto più che un autista per Doc. Un cenno meritato a Dolores, moglie di Vallelonga, che solo apparentemente è un personaggio di contorno. Un film scritto e sceneggiato, lo scopriamo nei titoli di coda come il particolare che offre un motivo in più per commuoversi, dal figlio di Tony Vallelonga, Nick, capace di dare quel realismo necessario ai personaggi per non farli cadere nella retorica e nella caricatura. Una bella pellicola, dal ritmo sostenuto e costante che non annoia mai, anzi appassiona in un crescendo di empatia e amare riflessioni storiche passate e presenti, che si alternano durante la visione. D’obbligo tenerlo d’occhio nella stagione dei riconoscimenti, dove sicuramente riserverà delle piacevoli sorprese.

Non rimane che segnarvi la data: il 31 gennaio è fissata l’uscita nelle sale cinematografiche italiane.

Frase cult: “occorre coraggio per cambiare il cuore delle persone”

Foto dal trailer ufficiale.

P.S. ho scritto questo articolo ad OTTOBRE, appena visto in anteprima al Roma Film Fest la pellicola, ma con gioia lo ripropongo oggi, dopo che la mia sensazione che avrebbe ricevuto premi importanti si è rivelata corretta. Con un pizzico di orgoglio dunque e tanta felicità che tematiche così importanti colpiscano ancora tutti noi.

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