LIBRI RECENSIONI

PICCOLO AlBERO – Forrest Carter

12 Aprile 2019

“Piccolo Albero” di Forrest Carter, è il mio consiglio di lettura di oggi. È un libro che piacerà, senza alcuna esitazione, a chi ama le storie sui nativi americani e la loro cultura legata alla natura, alle tradizioni spirituali e quelle atmosfere un po’ sciamaniche di cui sono sempre ammantate. 

Per questo, seppur la narrazione è condotta da un bambino, il Piccolo Albero che dà nome al libro, non mi sento di definirlo esclusivamente un libro per ragazzi, sarebbe riduttivo.

Molti di noi, soprattutto perché adulti, hanno infatti riscoperto il valore e il piacere di una vita a contatto con i ritmi naturali, essenziale, che ci riporti alle nostre origini, e in Piccolo Albero il racconto di come sia possibile e meraviglioso, crea una narrazione tanto semplice, quanto profonda nel condurre al senso ultimo dell’esistenza. Ciò che un adulto, che conosce già la vita e le sue asperità, può e sa apprezzare, specie quando si troverà a partecipare alle descritte difficoltà che la vita comporta, al fianco del protagonista.

Avremo la certezza, leggendo questo esile libro, che in ognuno di noi esistono due dimensioni. Quella del corpo e quella della mente. Anzi, di più, attraverso la cultura Cherokee, che i nonni tramandano a Piccolo Albero affidato loro quando è rimasto orfano, e attraverso ciò che lui racconta a noi, arriveremo finalmente alla conclusione, cui tanta scienza è già pervenuta negli ultimi anni, ovvero che esistano due menti una del corpo, e una dello spirito.

Ogni personaggio di questo libro regala pillole del modo di interpretare il vivere umano, tipiche della preziosa cultura degli indiani d’America andata in gran parte perduta, purtroppo. Un patrimonio immenso in termini di rispetto per la Vita ed empatia con l’ambiente e la Natura da cui proveniamo e che è, anche, la nostra sostanza. La trama del racconto è abbastanza semplice, pur riservando un colpo di scena nel finale, ma ciò che rende preziosa la narrazione è il compendio di profondità umana che vi si trova entrando nelle vite di questi personaggi che vivono negli anni ’30 sui monti Appalachi, tra boschi, torrenti, e scenari naturali suggestivi.

Consiglio questo libro con convinzione. E’ un libro fruibile, scritto in modo scorrevole, mai ripetitivo e con una moralità limpida che si ripete a ciascun “voltapagina”. Sostanzialmente poetico, con i toni miti caratteristici dei popoli nativi d’America, rievoca valori oggi un po’ deprezzati come il rispetto, la fiducia, la lealtà. 

Da leggere, senza dubbio, ad ogni età. Da far leggere ai ragazzi, magari come input per un futuro approfondimento sulla cultura Cherokee.

Una piccola nota sulla storia del libro. Uscito nel 1976, fu subito un grande successo. Nel 1991, fu pubblicato ancora, e balzò al primo posto nella prestigiosa classifica del New York Times, conquistandosi, di diritto, uno spazio tra i classici della letteratura americana. Tutt’altro che un libriccino, insomma.

Allora, siete pronti a partire per il Tennessee, l’antica terra dei Cherokee? Bene, ad aspettarvi, troverete Piccolo Albero, sua nonna esperta di segreti delle piante, e accanita lettrice di Shakespeare, un venditore ambulante che vi insegnerà la legge e i loro amici. Ma attenzione, di ritorno da questo viaggio, chiusa l’ultima pagina, guarderete il mondo da un altro punto di vista. Chissà che non sia migliore.

TITOLO: Piccolo Albero, AUTORE: Forrest Carter, EDITORE: Salani, PAGG.: 256, PREZZO: 11,47€, acquistabile dal catalogo Feltrinelli <—- link in affiliazione.

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