LIBRI

L’ANNO DELLA LEPRE di ARTO PAASILLINNA

9 Giugno 2020

E’ la prima volta che leggo un libro di Paasillinna e, devo dire, di essere rimasta piacevolmente colpita dal suo stile, dalla sua fantasia. Di base, c’è che la scrittura degli autori scandinavi è sicuramente diversa da quella a cui siamo abituati, però le caratteristiche di questo autore sono formidabili. Paasillinna, non ha uno stile morbido, non usa in abbondanza aggettivi, non è ridondante; è uno stile essenziale. Questo è per me un pregio, perché la scrittura asciutta, eppure precisa, è una capacità in più in un autore. All’inizio ho trovato il tutto forse un po’ arido, ma continuando la lettura ho corretto questo giudizio a favore di uno stile essenziale e chirurgico che ha permesso allo scrittore di descrivere in modo puntuale le scene senza mai far perdere il lettore e tenendo alta la sua attenzione. L’ Anno della Lepre è un libro scritto con un ritmo incalzante, conciso, diretto, ma non contratto, che si adatta in modo perfetto all’andamento della storia, al vagabondare del protagonista. la lepre è un personaggio meraviglioso, metafora della via selvatica che vuole condurre il protagonista, Vatanen. quest’ultimo coglie la volo la presenza della lepre nella sua vita per vivere un’altra esistenza.

lo scrittore cala Vatanen, il protagonista, in una serie di storie e avventure, che talvolta acquistano un tono surreale, ma che sempre si concludono bene e lasciano il lettore con il sorriso , rendendo la lettura del libro piacevole. Ogni situazione in cui si imbatte il protagonista è complicata a dismisura dall’Autore, che porta il suo personaggio a vivere una vera e propria commedia degli equivoci, nella quale il lieto fine risolve tutto in modo positivo, non senza tratti in cui si trova della poesia nella narrazione:

«Sull’automobile viaggiavano due uomini depressi. […] Lungo la strada sterrata il paesaggio finlandese scorreva sotto il loro sguardo stanco, ma nessuno dei due prestava la minima attenzione alla bellezza della sera.»

Lo stile con cui le storie sono portate allo stremo è pregevole, una vera prova riuscita di scrittura dell’Autore, tuttavia, a volte si ha l’impressione che, le storie se paragonate al livello in cui la trama dell’avventura si era complicata al limite del surreale, il finale sia un po’ affrettato. Rimane tuttavia una sensazione che non turba il gusto e il piacere della lettura che, nel suo complesso, rimane assai piacevole. La suggestione che Paasiillinna regala ai suoi lettori è di vedere un film surreale diretto con sobrietà e serietà. Sul finale del libro si leggono, forse, le avventure più belle:

«Quando, nella sua squallida cella, Vatanen accarezzava la lepre con la tenerezza di una madre, capii cosa vuol dire “umanità”.»

Nel complesso, ho trovato questo libro, e soprattutto il suo autore, una piacevole scoperta che mi ha introdotto con levità alla letteratura nordica le cui differenze con quella nostrana si sentono e sono evidenti. Un libro apprezzabile, essendo la prima volta che leggo questo Autore non so compararla con altre sue opere, ma sicuramente L’ Anno della Lepre è una lettura che mi sento di consigliare perché si fa leggere con brio, facilità e che avvince per tutta la lettura. Il tono di questo libro non si svela subito al lettore; apparentemente è una favola, in realtà, quando ci si scopre a leggerlo tutto di fila (come ho fatto io complice l’insonnia da lockdown) si capisce bene come chi lo abbia scritto sia un ottimo scrittore per stile e fantasia, capace di infondere un piacevole senso di distensione.

Insomma, L’ Anno della Lepre di Arto Paasillinna, è un libro che definirei naïf al 100%, nell’accezione piena e più bella del termine; consigliato a tutti quelli che vogliono immedesimarsi in un libro favoloso, picaresco e anticonformista e nel modo di leggere il mondo, tipico dei paesi scandinavi.

TITOLO: L’ Anno della Lepre; AUTORE: Arto Paasillinna; EDITORE: Iperborea; PAGG.: 200 con postfazione di Fabrizio Carbone; PREZZO: 13,30 €.

Acquistabile su IBS qui.

You Might Also Like

No Comments

Leave a Reply