LIBRI RECENSIONI

GLI AMORI DIFFICILI di ITALO CALVINO

25 Agosto 2020

Mi è difficile recensire Italo Calvino in questa sua raccolta di racconti: Gli amori difficili.

In parte, perché un autore come lui, di questo calibro, non ha bisogno di ulteriori analisi, avendo la critica letteraria già sceverato ampiamente la sua poetica e la sua prosa. Ma l’altra ragione è che, di solito, scrivo ciò che una lettura suscita in me per lo più in termini emozionali, sensoriali e in questo caso, devo dire, non ho provato alcuna emozione particolare, stringente.

Ho avuto, piuttosto, la sensazione di una scrittura distante, distaccata dalla tematica che vi è sottesa. La sensazione di una scrittura (mi si passi il termine per nulla negativo nella comprensione lata che voglio dargli), ‘algida’ per quanto ineccepibile. Forse una sensazione trasmessami dalla assoluta perfezione stilistica che non lascia spazio a critiche, ma solo a constatazioni: Calvino è uno scrittore dalla profonda capacità di eloquio, ironico, dissacrante con eleganza, sobrio, pulito, chiaro. In una parola: perfetto. Ma a me, questa scrittura patinata, ha dato la sensazione che l’Autore non si lasci coinvolgere da ciò che scrive più di tanto.

Può sembrare un giudizio negativo, ma non lo è. È anzi ammirazione per una tale capacità di scandagliare le profondità dell’animo umana e della società, i suoi cambiamenti, senza farne una questione personale. 

Calvino non è sentimentale, non scuote l’interiorità, semmai induce a riflettere con lucidità, non con emotività. 

Lascia spunti aperti di ragionamento su chi siamo davvero e chi sembriamo. Attraverso uno stile asciutto e chirurgico descrive in modo certosino l’animo, ciò che l’uomo è e ciò che l’uomo fa, con descrizioni puntigliose che a volte si avviluppano in un crescendo di tensione e meticolosità. Quel che è notevole è che non risultano asfittiche o fini a sé stesse. 

L’eloquio forbito ed elegante è un punto di forza innegabile di Calvino, come pure la sua sintesi. Frasi asciutte, la punteggiatura usata in modo sapiente e non abusata. Un modo di scrivere più che mai classico che però non diventa mai conformista. Pulito, direi, se fosse un suono, che la scrittura di Calvino è cristallina. E questo è una dote rara, unica, perché no.

Le tante descrizioni dettagliate e scrupolose, non diventano pesanti,  preservando un ritmo della lettura agile e più che mai gradevole.  I racconti scorrono con leggerezza e semplicità pur non essendo affatto banali. Sono davvero piacevoli e tutt’altro che scontati.

Nonostante siano passati ormai più di 50 anni da quando furono scritti, sono ancora perfettamente attuali sia come tipo di comunicazione che come tematiche. Non hanno risentito dell’epoca, dei modi di dire, delle caratteristiche stilistiche del tempo, dei canoni coevi della narrativa di allora, segno di uno stile personale ben saldo sulla penna di Calvino e soprattutto della sua capacità di parlare alla generalità degli uomini e non solo a quelli di una particolare epoca. 

Per Gli Amori Difficili non deve trarre in inganno il titolo. Altrimenti si può rimanere delusi. Non c’è nulla dell’amore romantico andato male è una raccolta di racconti brevi, la forma amata e prediletta da Calvino che sosteneva che non occorre scrivere molto per entrare nelle storie e dire tutto dei suoi personaggi.

La prima parte, è dedicata a una serie di avventure vissute da protagonisti specifici: un’impiegato, una moglie, un soldato, una bagnante, l’arcinota Avventura di un Lettore, quella di due sposi, di un poeta e quelle di un fotografo e di un viaggiatore. La seconda parte invece chiude il libro con due racconti più lunghi uno La Formica Argentina e l’altro La Nuvola di Smog.

Di tutte le avventure raccontate nella prima parte non saprei dire quale mi sia piaciuta di più. Credo che leggendo, ciascuno possa ritrovarsi più piacevolmente in una piuttosto che in un’altra, ma tutte mi hanno colpito per un motivo: leggendo, si trovano descrizioni di oggetti chiamati con nomi che non sono più usati, ma che caratterizzarono fortemente l’epoca della stesura. Ad esempio nell’Avventura di una bagnante il “sandolino” ci riporta a una imbarcazione che fu il prototipo dell’attuale pattino (o moscone, in alcune parti d’Italia), oppure immagini dimenticate di usanze come i negozi che lavavano i pavimenti e per evitare che si scivolasse li asciugavano, cospargendoli di segatura. E lì subentra il ricordo di qualche ultima volta in cui lo si è visto fare, magari in qualche piccolo paese della ricca e variegata provincia italiana quando eri stra-piccolo , e sei sopraffatto dall’odore che quel terriccio d’albero emanava dopo essersi bagnata. O ancora, ripararsi dal freddo in motoretta, indossando giornali sul petto, come ci raccontavano erano usi fare i nostri nonni; e infine i fari delle automobili che ancora erano di colore giallo e non come ora tecnologicissimi led dal colore freddo dello xeno. Insomma, questo libro ci regala un po’ di memoria di chi eravamo, cospergendo qua e là dettagli che richiamano immagini del tempo andato. 

Ci racconta ne La Formica Argentina che emigravamo in cerca di un futuro migliore e non sempre questo accadeva, rimaneva una mera illusione e ci ricorda quando abbiamo cominciato a capire che l’intensa industrializzazione, che si avviava nelle città settentrionali del nostro paese, portava con sé la maldicenza dell’inquinamento, come ne La Nuvola di Smog.  

Dei racconti della prima parte ho caro l’Avventura di un Lettore. Dove la bramosia della lettura diventa un rifugio patologico che estrania dalla realtà, una via di fuga che distrae perfino dai rapporti personali. Come pure ho amato l’Avventura di una Moglie, che in una sola notte, sente di aver trasgredito, chissà poi come forse neppure da vera e propria adultera o forse sì, ma sicuramente da Donna libera. Riesce ad emanciparsi da bambina, che passa dal controllo paterno a quello maritale, in una Donna, capace delle proprie azioni e soprattutto consapevole, gettando un seme piccolissimo che lascia intravvedere quella che sarà una consapevolezza futura delle Donne, di là a venire. 

E che dire dell’Avventura di un impiegato? Con tutta l’euforia di chi per la prima volta fa qualcosa di diverso dalla sua routine impiegatizia. E quella di una bagnante? Dove il senso del pudore o la coscienza di essere nudi davanti alla realtà e agli altri ha un peso quasi insopportabile per sé stessi, e minimo per gli altri. 

Insomma, ogni racconto di questo libro è una perla in una collana elegante e preziosa con cui Italo Calvino ha impreziosito la narrativa italiana. 

TITOLO: Gli amori difficili, AUTORE: Italo Calvino, EDITORE: Mondadori, COLLANA: Oscar Moderni, PAGG. 292, PREZZO: 13,30 € cliccando su MONDADORI STORE

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