LIBRI RECENSIONI

Un PRIMO LEVI insolito che racconta l’orrore di Auschwitz nella raccolta di racconti inediti LA CITTA’ TRANQUILLA

1 Febbraio 2021

Per la #giornatadellamemoria Memoria celebrata la scorsa settimana, @einaudieditore ha dato alle stampe #lacittàtranquilla, una raccolta inedita di dieci racconti scritti da #primoleviche torna a raccontare #Auschwitz
Una necessità che si fa largo nel dolore di ricordi lancinanti e mai rimarginati che evidentemente non aveva esaurito con Se questo è un uomo. 
Questa raccolta, contiene anche due poesie, in apertura La schiera bruna, e in chiusura Canto dei morti invano. 
Tra i racconti spicca Capaneo, un inedito assoluto e stupendo quanto durissimo. Il racconto ha una storia articolata. Fu pubblicato nel 1981, in forma riveduta, nella raccolta Lilìt e altri racconti, mentre il testo originario comparve solo una volta, nel 1959, sul mensile fiorentino Il Ponte che, nel 1944, già aveva ospitato il capitolo più terribile di Se questo è un uomo, dove Levi raccontava la selezione dei prigionieri per le camere a gas. La stesura di Capaneo che compare in questa raccolta, è proprio quella del 1959, mai più ripubblicata, ed è quindi particolarmente importante perché è l’occasione in cui Levi torna a parlare dell’orrore del campo dopo Se questo è un uomo del 1958, quasi come un seguito esplicitato nell’incipit “Me mi conoscete (…)Di Vidal invece devo parlarvi diffusamente (…) era un ebreo pisano; deportato con il mio trasporto”.
La poesia Schiera bruna è come un prologo che apre la raccolta in cui Levi dichiara tutto il dolore di parlare del dolore. Righe lasciate bianche che ammutoliscono. 
La poesia che chiude la raccolta, Canto dei morti invano, ne è quasi più una pietra tombale, che un punto. Dura, porta un messaggio e un monito; a guardare i tempi che viviamo c’è da temere che Levi avesse previsto tutto e vedesse quei cancelli del campo ancora aperti. Ricordo e paura. 
Fatevi un regalo, impariamo che la Memoria è tutti i giorni. Leggete questo libro e fermatevi ogni tanto. Non divoratelo, piuttosto centellinatelo. Scoprirete l’immenso potere della scrittura di sollevare l’uomo e renderlo più libero che mai. Leggerete un Levi distopico, fantastico, insomma un viaggio per la mente ad ampio spettro nella grandezza della scrittura e dell’Uomo

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