LIBRI RECENSIONI

UN UOMO PIENO DI GIOIA. Cesare Garboli e il ritratto di Antonio Delfini tornato in libreria con Minimum Fax

26 Luglio 2021

Non conoscevo Antonio Delfini, colpa mia, ma non troppo, perché leggendo il libro di Cesare Garboli, Un uomo pieno di gioia, con cui ci parla di lui e delle sue opere, ci si può autoassolvere, Garboli ci spiega come sia stato possibile.

Delfini è contemporaneo di Luzi, Moravia, Gadda, Landolfi, inizia a scrivere grazie a Guandalini (futuro editore Guanda) eppure di lui si parla meno, si conosce meno dell’uomo, di lui si legge meno. Colpa, o merito, della sua personalità. Del suo essere un uomo capace di progettare, ma non di realizzare, di rimanere sul bordo delle cose senza sceglierle mai. Colpa, o merito, del suo aver scritto e riscritto tante volte sempre lo stesso libro, che Garboli (e non solo) considera il suo capolavoro, colpa di una vita in cui ha scambiato il giorno per la notte e vissuta sempre, incentrando tutto su se stesso e poco “sull’altro”, quindi uscendo poco da sé.

Cesare Garboli tratteggia il profilo dell’amico scrittore in modo diretto e asciutto, talvolta al limite del linguaggio da critico letterario quale è, eppure non allontana mai il lettore. Io stessa, a tratti, ho trovato difficoltà nel linguaggio, quasi aulico, eppure non ho mai avuto il desiderio di mettere da parte il libro; da una parte volevo a tutti i costi finire di conoscere Delfini e dall’altra ho trovato molto affascinante quello stesso linguaggio per niente scontato, cosa a cui non siamo più abituati.

Per questo ho avuto la sensazione di aver letto qualcosa di unico, diverso, straordinario. Il libro di Cesare Garboli, Un uomo pieno di gioia, è davvero un meraviglioso cameo incastonato nella migliore letteratura italiana.

Una nota che ha aggiunto un valore inestimabile al libro è la prefazione firmata da Emanuele Trevi. Dopo aver conosciuto Trevi, grazie alla lettura del suo Due Vite (che trovi in recensione anche qui sul blog) vincitore della dozzina del Premio Strega di quest’anno, e averlo sentito subito come lo Strega del cuore, mi sono messa sulle tracce di tutto ciò che ha scritto e trovarlo anche in questo libro con le sue riflessioni (fra l’altro quelle che ritornano molto spesso nell’opera dell’autore: Tempo, significato dell’amicizia, valore del rapporto umano e corrispondenza tra Autorə e persona), mi ha riempito di gioia, per rimanere nel mood.

La storia di questo piccolo testo viene da lontano, perché le pagine furono scritte da Garboli nel 1982 per introdurre i Diari di Delfini, poi nell’89 sono confluite negli Scritti Servili,e oggi minimumfax le ha riproposte in modo autonomo.

Se i libri hanno un pregio è quello di fare da scatole cinesi che racchiudono e conducono ad altri libri, e con Un uomo pieno di gioia, questo accade. Garboli infatti fa conoscere le opere di Delfini e questo mi ha lasciato la curiosità di leggere qualcosa di questo autore, in particolare quello che Garboli definisce più volte il capolavoro assoluto dello scrittore Il ricordo della Basca. Credo che, se riuscirò a trovarlo a un prezzo abbordabile, visto che ormai è un libro storico non disponibile regolarmente nelle librerie, lo leggerò, per capirne di più.

Delfini, “personaggio che aspettava solo di essere scritto” come lo definisce Garboli, era un uomo naif, uno scrittore inconsapevole, fra l’altro autodidatta. Capace di scrittura pura, per molto tempo è stato definito “un dilettante” un fallito nell’ambiente letterario che non frequentava in modo assiduo e rispetto al quale è sempre rimasto un passo indietro. Perché condusse la vita quasi in solitudine, senza la tristezza della solitudine. Ma Garboli ci offre un altro punto di vista da cui leggere la vita e il personaggio scrittore, che allontana definitivamente l’idea del fallimento.

Bellissimo il capitolo in cui l’autore ricorda l’amicizia con Delfini, ne riporta l’epistolario quasi a volercela svelare completamente. E bello anche il modo in cui fa uscire dalla pagina tutta la leggerezza, il candore dell’uomo e dello scrittore.

È coinvolgente il momento in cui ci spiega l’ambiente storico e culturale in cui visse Delfini; le parole con cui descrive il fenomeno del fascismo e il modo in cui attecchisce dovrebbero essere stampate e tenute come monito perenne poiché lo stiamo ri-vivendo; il modo in cui Delfini stesso visse quel periodo così difficile anche per la cultura e il senso ultimo del suo esservisi avvicinato, al Fascio come lo chiamava. Questi passi di Garboli sono unici, preziose pagine di letteratura contemporanea.

Un uomo pieno di gioia è un libro pieno di sorprese che stenta a potersi definire, un saggio, una biografia, un mini-epistolario. È “semplicemente” un libro assoluto che non può non essere letto.

TITOLO: Un. uomo pieno di gioia, AUTORE: Cesare Garboli, EDITORE: minimum fax, PAGG.: 92, PREZZO: 9,50 € QUI

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